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Le ultime opere del pittore Claudio Massucco si pongono come una rielaborazione degli esiti estetici della pop art attraverso innovazioni stilistiche che nella combinazione cromatica del nero e del bianco suggeriscono un’essenzialità che non ignora le lezioni della pittura informale. Ombra e luce agitano e approntano sulla superficie dei supporti stropicciature, colature e sfrangiature che si offrono come tecniche atte a una decostruzione formale e concettuale del paradigma del mito popolare. L’utilizzo dei due non-colori da parte dell’artista non mira di certo alla costituzione di un’aurea epico-nostalgica che possa in qualche modo avvolgere i differenti soggetti dei lavori. Protagonista della pittura di Massucco è l’essenzialità del tratto, il suo rinviare alle strutture soggiacenti alle figure. Le sgocciolature di gusto malerisch sottendono il dramma della forma e l’ossessione dello scheletro e dell’ossatura. Il modularismo tramite il quale il supporto viene suddiviso in parti, simili a schermi televisivi, indica la messa in discussione della figura tradizionale. La demitizzazione dell’immagine verte alla focalizzazione della traccia e dunque del disegno stesso. Le figure si dissolvono o accennano una prossima disintegrazione nell’intermittenza white noise del grigio e del bianco. La luce fora la materia come fosse la bruciatura di una pellicola. L’ombra diventa tumefazione e funge da richiamo occulto all’atletismo della figura espresso da Bacon. Non c’è spazio per la nostalgia, ma solo per l’indagine di una figura destrutturata e per questo emancipata da qualunque rimando a una rappresentazione tradizionale del volto e del corpo umani.

 

Laura Scaramozzino    

Tecnica mista su tavola 100x100

Tecnica mista su tavola 100x100